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Gli adenomi ipofisari durante la gravidanza e l’allattamento. Prolattinoni e acromegalia.

“Nell’ambito dei lavori congressuali AME sulla gestione clinica degli adenomi ipofisari, nel periodo della gravidanza e allattamento” - sottolinea la Dott.ssa Benedetta Zampetti, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano” - sono state trattati due casi clinici di real life a proposito della contraccezione e della ricerca di fertilità anche con tecniche di procreazione, anche alla luce delle ultime novità provenienti dalla consensus”.

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Il carcinoma differenziato della tiroide. L’eventuale pianificazione di un trattamento adiuvante ablativo con radioiodio.

“Un paziente con un carcinoma differenziato della tiroide”, precisa il dr. Michele Zini, del Centro di Malattie Tiroidee – Dipartimento di Endocrinologia dell’Ospedale di Reggio Emilia”, va innanzitutto stratificato su una scala di rischio in base alle sue caratteristiche e al tumore stesso descritto analiticamente nel report istologico. Ci sono vari sistemi per fare questo, bisogna adottarne un paio tra quelli più conosciuti per capire quale rischio ha il paziente di non essere guarito con il solo intervento o di avere una recidiva locale o loco regionale o dopo tempo.

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I passaggi normativi per evidenziare il valore dei diabetologi

La certificazione delle competenze, tema di un recente incontro a Roma, prevede un preciso percorso normativo per essere validato e riconosciuto ufficialmente, Ne ha parlato la dott.ssa Elena Mocchio, responsabile Divisione Innovazione UNI – Ente Italiano di Normazione. Alla base vi è una «prassi di riferimento» che rappresenta “un documento unico nel suo genere” ha detto Mocchio.

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L’insorgenza del diabete e le sue complicanze: una serie di fattori tossici mettono a rischio la parete vascolare

Formenti Annamaria cover Il diabete non è una malattia cardiovascolare” - afferma il Prof. Agostino Consoli, Docente di Endocrinologia presso Università di Pescara e Presidente della Società Italiana di Diabetologia “lo è l’arteriosclerosi che sorge nello stesso contesto endocrino metabolico, evidenziato da un’alterazione di tessuto adiposo, che si accumula nella pancia.

Questo rilascia una serie di fattori tossici per la parete vascolare, che favoriscono l’ insorgenza del diabete: l’ insulina funziona di meno, la glicemia si alza e lo zucchero eccessivo peggiora il danno. Fondamentale prevenire, cercando di non ingrassare e di non accumulare grasso viscerale. Ma se il diabete si fosse già manifestato, diventerà importante adottare uno stile di vita sano, utilizzando anche presidi farmacologici innovativi che hanno dimostrato di poter intervenire con successo al danno che il diabete comporta, per le strutture vascolari”.
Prof. Agostino Consoli, Docente di Endocrinologia presso Università di Pescara e Presidente della Società Italiana di Diabetologia

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